Italy

Implication des Syndicats dans le semestre européen
Trade Union Involvement in the EU Semester

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European Semester Officers (ESO) in your country:

Pierre ECOCHARD
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National Reports

In Italia la contrattazione nei settori privati ha avuto un percorso regolare a livello nazionale col rinnovo dei contratti nazionali in scadenza. Le Associazioni imprenditoriali del settore bancario avevano formalizzato la disdetta dei contratti nazionali ma negli ultimi giorni le parti sociali del settore hanno fissato un incontro per valutare la situazione. In nessun caso i contratti nazionali hanno previsto decurtazioni salariali e gli aumenti sono stati sostanzialmente in linea con i tassi d'inflazione. La contrattazione di secondo livello (aziendale e territoriale) fatica a crescere sia per quantità che per qualità. Gli accordi aziendali di carattere difensivo sono la maggior parte e confermano l'importanza della contrattazione come strumento di gestione della crisi. Attraverso gli accordi interconfederali e gli incentivi fiscali di legge si tenta di incentivare la contrattazione aziendale e territoriale legata alla produttività. Ma le imprese italiane investono poco in innovazione, ricerca e formazione ed è difficile in queste condizioni migliorare produttività e competitività. Anche se i salari tengono, i redditi dei lavoratori ed il potere d'acquisto vengono erosi dalla forte pressione fiscale. I tagli a pensioni e assistenza sanitaria e la disoccupazione (soprattutto giovanile) mettono a rischio di povertà un numero crescente di italiani. L'instabilità politica rende difficile un'azione per la crescita di lungo respiro.

In Italy, the bargaining in the private sector has had a regular route at the national level with the renewal of the national collective agreements expire.
The business associations of the banking sector had agreed to the cancellation of collective bargaining but in recent days the two sides of industry set up a meeting to assess the situation.
National collective agreements do not provide for wage cuts ever. Wage increases in line with inflation.
Decentralized bargaining slowly improves in quality and quantity.
Most of the agreements at the enterprise level have defensive character. This confirms the importance of collective bargaining as a tool for crisis management.
Decentralized bargaining is linked to productivity. The inter-confederation agreements and tax incentives encourage decentralized bargaining.
But the Italian companies invest little in innovation, research and training and it is difficult in these conditions to improve productivity and competitiveness.
Even if wages keep , workers' incomes and purchasing power is eroded by heavy tax burden.
The cuts to the welfare state increases the risk of poverty. The cuts affecting pensions and the health service. Unemployment affects mainly young people. Political instability does not allow long-term policies.

Il governo italiano ha presentato un documento generale di economia e finanza che comprende anche il Piano Nazionale di Riforme. Il piano prevede forti riduzioni di costi nelle Pubbliche Amministrazioni. Le risorse derivanti saranno utilizzate in gran parte per ridurre le tasse sui salari. Il governo assicura che dal mese di giugno ci saranno 80 euro netti al mese in più per i salari al di sotto dei 25000 euro annui. Questa misura dovrebbe diventare strutturale per un beneficio di circa 1000 euro annui. Oltre al valore sociale questa decisione, secondo il governo, dovrebbe favorire un aumento dei consumi interni contribuendo alla ripresa economica. Il governo ha presentato anche un disegno di legge delega che contiene molte misure che riguardano il lavoro (ad esempio una semplificazione delle tipologie dei contratti di lavoro). Vi è anche la proposta di introdurre un compenso orario minimo fissato dalla legge. I sindacati italiani ritengono che il sistema oggi esistente di minimi salariali, fissato dalla contrattazione collettiva nazionale di settore, tuteli meglio i lavoratori. In questo modo si coprono infatti circa l'80% dei lavoratori italiani con minimi contrattuali che rappresentano circa l'80% della retribuzione totale. Bisognerebbe, quindi, dare copertura alla parte di lavoratori (atipici, precari) non tutelati dalla contrattazione collettiva. Il dialogo del governo con i sindacati sul piano di riforme è assente. E' prevista una consultazione solo sui salari.

The Italian Government has submitted a comprehensive document of economics and finance which also includes the National Plan of Reforms . The plan calls for significant reductions in costs in Public Administration . The resources will be used largely to reduce labour income taxes. The government ensures that in June there will be 80 Euros net per month more for salaries below € 25,000 per year. This measure is expected to become a structural benefit of approximately 1000 euro per year. In addition to the social value of this decision, according to the government , should lead to an increase in domestic consumption contributing to economic recovery . The government also presented a draft law which contains many measures that relate to work (eg, a simplification of the types of employment contracts ) . There is also a proposal to introduce a minimum hourly wage set by law. Italian trade unions believe that the system that exists today in the minimum wage , set by national collective bargaining in the sector, better protect workers . In this way, in fact cover about 80% of Italian workers with minimum contract terms which represent approximately 80% of total remuneration. We should , therefore, give coverage to the part of workers ( atypical , temporary workers ) is not protected by collective bargaining. The government's dialogue with the trade unions on the reform plan is absent. It ' must be consulted only on wages.

1) IMPACT CSR - L’impatto delle CSR sulla contrattazione e sui salari è stato meno forte del previsto. La Commissione verificherà a fine anno il risultato delle varie riforme annunciate. Da giugno è operativo l’ alleggerimento della pressione fiscale per i lavoratori con redditi inferiori ai 25000 euro annui: i salari netti sono cresciuti di circa 80 euro al mese. Il governo si è impegnato a rendere strutturale il provvedimento e ad estenderne l’applicazione. Nel pubblico impiego continua il blocco della contrattazione e degli adeguamenti salariali nell’ambito della spending review. Ciò scatena tensioni tra i lavoratori e potrebbe esserci per la prima volta in Italia uno sciopero delle forze di polizia. Entro l’anno il governo conta di realizzare la legge delega sul lavoro (Jobs Act) per una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro e l’inserimento di un salario minimo di legge per i lavoratori subordinati. I sindacati sono contrari perché i contratti nazionali di categoria fissano già i minimi salariali per i lavoratori subordinati con una copertura migliore. Il salario minimo di legge abbasserebbe il livello di copertura e metterebbe a rischio l’attuale sistema contrattuale italiano. Un’apertura al salario minimo arriva da Confindustria (la maggiore organizzazione datoriale). Per i sindacati il meccanismo contrattuale di fissazione dei minimi salariali va confermato ed esteso ai lavoratori meno tutelati: precari, atipici e parasubordinati .
2) NEXT AGS - Da oltre un anno è scaduto l’accordo generale sindacati-imprenditori-governo del gennaio 2009 che regolava il sistema di relazioni industriali. Nel 2015 scadono importanti contratti nazionali ed i rischi di destabilizzazione sono forti a causa di diversi fattori di rischio: l’assenza di un quadro di riferimento in cui collocare i rinnovi dei contratti, la crisi che perdura, la possibile introduzione di un salario minimo di legge, le posizioni di alcune organizzazioni imprenditoriali. Per un miglioramento della situazione economica nel 2015 occorre, ovviamente, una ripresa della crescita a livello internazionale, la stabilità politica, la realizzazione delle riforme avviate, la ripresa del dialogo sociale tra parti sociali e governo, l’ ammodernamento continuo delle relazioni industriali senza interferenze del governo e uno sviluppo della contrattazione decentrata a livello di aziende e di territorio, la realizzazione delle misure per la competitività, l’alleggerimento della pressione fiscale sui lavoratori e sulle imprese, la riduzione delle procedure e dei costi per l’avvio di un’impresa, la ripresa di una politica industriale che sia anche in grado di utilizzare in modo efficace le risorse europee per l’innovazione e di sostenere i settori strategici e l’internazionalizzazione delle imprese. In questo quadro va potenziata l’iniziativa di coordinamento della CES e la sua interlocuzione con le istituzioni e le organizzazioni imprenditoriali europee.

ustendardi's picture

L'enfasi contenuta nell'AGS 2015 rispetto al decentramento della contrattazione per aumentare la produttività non è un elemento estraneo all'impostazione del sindacato italiano. Il rafforzamento della contrattazione decentrata è, infatti, un obiettivo del sindacato italiano, ma non in una logica di smembramento del modello contrattuale. Le relazioni industriali devono mantenere una logica di sistema in cui la "regola d'oro" della CES viene realizzata attraverso una divisione di compiti tra i contratti nazionali di settore per la tutela dei salari rispetto all'inflazione e dalla contrattazione decentrata (a livello aziendale o territoriale) per il salario legato alla produttività. L'AGS 2015 introduce, inoltre, un concetto di salario legato alla produttività a livello di settore che è estraneo all'attuale modello contrattuale italiano e che appare anche poco realistico per perseguire realmente aumenti di produttività.
Le soluzioni per la produttività non possono che essere ricercate negli specifici contesti aziendali e nella realtà italiana una priorità è l'innovazione organizzativa che snellisca i processi gerarchici, consenta un migliore utilizzo delle nuove tecnologie e investa sul capitale umano in termini di professionalità e responsabilità. Le aziende italiane sono in Europa tra quelle che spendono meno in innovazione, ricerca e formazione. Le imprese che ottengono i migliori risultati in termini di competitività sono, invece, quelle più aperte all'innovazione e che hanno buone relazioni industriali come fattore di spinta per processi di innovazione condivisi ed in cui i la risorsa umana diventa un fattore strategico di successo per tali processi. La situazione generale del sistema di relazioni industriali italiano si trova in un momento molto delicato. Gli accordi quadro sul sistema contrattuale sono scaduti, la Confindustria ha formulato delle proprie proposte che mirano ad indebolire i contratti nazionali. Il rischio è di andare ai rinnovo dei principali contratti di settore che scadono nel 2015 senza un quadro di riferimento. L'andamento fortemente calante dell'inflazione fa si che i più importanti contratti del settore industria del prossimo anno si aprano in una situazione di "debito dei lavoratori verso le aziende". L'inflazione reale è stata, infatti, inferiore a quella attesa che era stata presa a riferimento per gli aumenti salariali. Per quanto riguarda l'ulteriore riforma del mercato del lavoro (il Jobs Act) il Parlamento ha approvato la legge delega che contiene formulazioni di indirizzo molto generiche per cui il vero confronto di merito si sposta a livello di Commissioni Parlamentari. La propensione del governo rispetto al confronto con le parti sociali, e col sindacato in particolare, è scarsa e anche le informazioni rispetto ai testi che vengono predisposti per l'attuazione dei vari punti sono praticamente assenti. Nel testo dell'AGS viene più volte richiamato il ruolo delle parti sociali e la necessità di un loro maggiore coinvolgimento nell'ambito di un rafforzamento del processo di governance economica. La Commissione Europea ribadisce, inoltre, il valore del modello sociale europeo. Questi concetti sono, invece, del tutto assenti nelle valutazioni del governo italiano. Il Presidente del Consiglio Renzi teorizza che il ruolo del sindacato è quello di contrattare le condizioni dei lavoratori con le imprese e che il governo non deve contrattare nulla col sindacato avendo come unico interlocutore il parlamento. Questa posizione ci sembra estranea rispetto ai valori ed alla prassi del dialogo sociale europeo e dello stesso modello sociale europeo.